Airbnb logoVi presentiamo un marchio che ha capito il valore del design e della creatività e del coraggio di esporsi ai rischi del marketing: Airbnb. Il 2014 è stato l’anno in cui Airbnb ha consolidato il proprio brand.

Airbnb è il portale attivo dal 2007 che mette in contatto persone che cercano alloggi di breve periodo con persone disponibili ad affittare: stanze private, appartamenti, castelli, ville, barche, baite, case sugli alberi, igloo, isole. Una community di persone che amano viaggiare e condividere (case) ed esperienze.

In precedenza, la maggior parte dei suoi sforzi di marketing si erano concentrati intorno risposta diretta e ricerca. Nel 2014 la costruzione del brand awareness è diventata una priorità: iniziano i primi spot televisivi, le prime attività di marketing intelligente (tra cui una collaborazione con Ikea in Australia) la pubblicazione di una rivista, sotto la stretta supervisione dell’ex di Coca-Cola Jonathan Mildenhall.

manifesto airbnb

E poi c’era il rebrand: Airbnb ha fatto e sta continuando a fare una grande operazione di comunicazione per promuoverlo, nonostante le numerose critiche piovute addosso sui molteplici significati ad esso attribuiti, più legati alla reinterpretazione della forma del logo in altri contesti.

Mentre alcuni media lo etichettarono come un ‘disastro’, Airbnb fiduciosamente ha perseverato con il suo cuoricino di nome “bélo“ che nasconde un significato preciso: “belonging”, appartenere. Non più un semplice sito per distribuire case in affitto in tutto il mondo, ma di appartenenza al mondo: “Belong anywhere”. Un logo disegnato a matita che sta letteralmente lasciando… il segno!

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